Ogni secondo che dedichi (o non dedichi) ai figli è fondamentale

“Non è importante quanto tempo si dedica ai figli, è importante la qualità del tempo che gli dedichiamo.”

Questa frase l’ho sentita tante volte, e sono convinto che contenga una verità di fondo che riguarda la qualità del tempo che dedichiamo ai figli. L’esperienza che sto vivendo con mio figlio, però, mi dice che a contare è anche, se non soprattutto, la quantità di tempo che gli dedico.

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Il tempo che passo con mio figlio durante la settimana si riduce ad un’oretta al mattino (durante la quale ci prepariamo, facciamo colazione e poi andiamo insieme al nido) e ad un paio d’ore la sera (durante le quali giochiamo un po’, guardiamo un po’ di TV, ci prepariamo per la nanna e lui va a letto). Nel weekend passiamo più tempo insieme, ma praticamente sempre insieme alla mamma.

Come tutti i maschietti, MattiMatti è mammone:

  • quando si sveglia al mattino chiama la mamma
  • quando cade piange e grida mamma
  • se la mamma sparisce per 20 millesimi di secondo parte il lamento

Domenica sera, visto che la mamma era stanca (anche per via del pancione), io e MattiMatti siamo andati a fare un giro da soli (cosa che non capita spessissimo). Siamo stati al centro commerciale a cambiare delle cose, abbiamo comprato un bell’esemplare di “Cricchetto” al Disney Store, abbiamo mangiato un bel piatto di pasta e un gelato, etc… poi, dopo quasi tre ore, siamo tornati a casa e lui è andato a letto felicissimo. 🙂

La mattina dopo MattiMatti si è svegliato chiedendo “Dov’è papà?”. Il pomeriggio dopo MattiMatti (che di solito se vado a prenderlo io e non la mamma al nido, si fa venire le convulsioni) ha detto alla mamma “Ma io volevo papà…”. La sera, quando sono rientrato, mi è quasi saltato addosso etc etc…

Tre ore di (ottimo) tempo dedicato (in esclusiva) a lui sono valse almeno un giorno di “supremazia” (si scherza, eh) del papà sulla mamma! Una proporzione sproporzionata! 😀

Morale della favola, io la frase di inizio post la riscriverei così: “È importante quanto tempo si dedica ai figli, ed è altrettanto importante la qualità del tempo che gli dedichiamo.”

#daddyness

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Coerenza carnevalesca

“Hey nanetto guarda che bel vestito da Tigro per la festa di Carnevale!”
“Uff ma io volevo Winnie Pooh…”
(oh cacchio)
“eh ma… se ti vesti da Tigro puoi andare dai tuoi amichetti e spaventarli facendo GRRRRRRRRRRR… invece se ti vesti da Winnie al massimo puoi fare OOOOOOOOH…”
(ehm, ti ho convinto? dimmi che ti ho convinto…)
“…”
“…”
“OK, allora voglio TIGRO!”
(fiuuuuuuuuuuuu!)

#daddyness

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Potere del marketing

Napoli nelle ultime settimane è tappezzata da questa campagna Vodafone n cui si vede Marek Hamsik.

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Il nanetto ogni volta che la vede grida “Amscicc! Amscicc!” (vabbè poi io gli chiedo “e chi è Hamsik?” e lui risponde “il nostro Capitano!” ma questo non c’entra con quello che voglio dire con questo post :D).

Stamattina scavando nel portaoggetti in salone trova una SIM Vodafone (ancora nella sua card tutta rossa) e mi fa “Papi cos’è questo? È Amscicc?”.

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Potere del marketing e della pubblicità.

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